Incentrato sulla sceneggiatura del maestro danese dedicata a Gesù, il progetto da 12,5 milioni di euro è diretto da Marco Belli e prodotto da Giancarlo Grande con Cineparallax. L’opera si fa manifesto della Human Crafted Foundation a tutela della creatività umana nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

Venezia – Un capolavoro rimasto incompiuto per decenni torna a nuova vita e trova la sua strada nell’animazione d’autore ed il supporto della Genova Liguria Film Commission.

Il 7 settembre è stato presentato a Venezia, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica presso il Padiglione Italia gestito da Cinecittà, nell’incontro promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo al Lido, Yeshua: lungometraggio d’animazione diretto da Marco Belli e prodotto da Giancarlo Grande per Cineparallax, tratto dalla celebre sceneggiatura su Gesù a cui Carl Theodor Dreyer (regista di capolavori come La passione di Giovanna d’Arco e Ordet) lavorò per tutta la vita fino alla sua scomparsa nel 1968.

All’incontro al Lido hanno preso parte monsignor Davide Milani (presidente della Feds), Francesco Casetti (professore, semiologo, critico cinematografico e membro della Giuria di Venezia 83) e il Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino Carlo Chatrian a testimonianza del grande valore storico-culturale dell’operazione. Tra i relatori è intervenuta anche Cristina Bolla, Presidente della Genova Liguria Film Commission, che ha rimarcato la centralità del linguaggio dell’animazione nella cultura audiovisiva italiana ed europea. In questo contesto, Cristina Bolla ha annunciato l’avvio di una strategica collaborazione con la Fondazione Casa Luzzati, finalizzata a sostenere, valorizzare e promuovere le produzioni che scelgono la via del disegno e dell’illustrazione d’autore.

Ricordando la figura di Lele Luzzati, unanimemente riconosciuto come il primo grande maestro del cinema d’animazione in Italia, la Presidente ha sottolineato quanto la lezione di Luzzati – fatta di materia, colore, artigianalità e poetica visiva – sia oggi più attuale che mai. Una linea d’ombra e d’ingegno che si sposa perfettamente con la filosofia produttiva di Yeshua, dimostrando come l’arte figurativa e l’animazione possano farsi ponte tra territori, memoria storica e grandi visioni cinematografiche internazionali.

 

Il progetto e la sfida produttiva

Giancarlo Grande, produttore pavese di origine e parigino d’adozione, ha acquisito i diritti di adattamento grazie all’accesso agli archivi del Danish Film Institute, dopo aver riscoperto il testo durante le ricerche per un documentario con Adriano Aprà. Per Dreyer il film su Gesù rappresentava l’opera fondamentale della propria carriera, preparata in decenni di studi sui Vangeli, viaggi in Palestina e consultazioni con importanti studiosi, tra i quali un giovane Carlo Maria Martini.

Anziché tentare un’impossibile riproduzione dello stile registico dreyeriano, la scelta della produzione è stata quella di dare vita alla sceneggiatura originale attraverso l’animazione d’autore. A Venezia è stato mostrato un teaser di sei minuti. L’opera si preannuncia come una sfida produttiva imponente: circa 12,5 milioni di euro di budget e ben 65 mila tavole interamente disegnate e dipinte a mano.

Artigianalità contro l’IA e la “Human Crafted Foundation”

La scelta di realizzare l’opera interamente a mano è il cuore artistico e concettuale di Yeshua, ma anche il manifesto fondativo della Human Crafted Foundation. L’iniziativa internazionale punta a creare un marchio di certificazione per le opere artistiche realizzate attraverso l’ingegno e il lavoro umano nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

«Se stiamo raccontando una visione dell’uomo, non possiamo delegare all’intelligenza artificiale ciò che l’uomo sa fare con le proprie mani», spiega il produttore Giancarlo Grande. «Non vogliamo essere contro l’intelligenza artificiale, ma vogliamo sostenere e valorizzare una visione squisitamente umana della creazione.»

Una visione umanissima e un linguaggio per il presente

Diretto da Marco Belli (già animatore per il documentario Viaggio nel crepuscolo di Augusto Contento su Marco Bellocchio), il film si rivolge in particolare ai giovani adulti con un forte impatto pittorico. Mantiene inoltre l’intuizione filologica di Dreyer riguardo all’uso delle lingue originali: aramaico per Gesù, ebraico per il popolo e latino per i romani.

La sceneggiatura restituisce un Gesù profondamente umano, distante dalla spettacolarizzazione hollywoodiana: un uomo capace di empatia, ascolto e accoglienza, la cui Risurrezione si fa simbolo di rinascita e trasformazione quotidiana per ogni essere umano. In una società odierna segnata da solitudine, perdita di empatia ed esclusione, Yeshua intende parlare al presente, ponendo domande fondamentali sulla società e offrendo un messaggio di profonda positività e apertura verso gli ultimi.

Il traguardo simbolico prefissato per l’uscita nelle sale è il 2033, anno in cui ricorreranno i duemila anni dalla Risurrezione di Cristo.

Categories: comunicati stampaPublished On: Settembre 9th, 2026

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